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zale cossirar

, 2004 e di Roberto Rea su Guido Cavalcanti:

Cavalcanti

poeta. Uno studio sul lessico lirico

, 2008) e studi relativi alla gerarchia dei

cinque sensi nella lirica trobadorica e romanza (i risultati di queste prime

ricerche sono consegnati ai saggi raccolti nel volume

Sensi, sensazioni e

sentimenti

, 2005 e

Lessico, parole-chiave, strutture letterarie del Medioevo

romanzo

, 2005), e in particolare ai sensi ritenuti meno “alti”, quali il

tatto, o l’olfatto (si vedano ad esempio i lavori di Gaia Gubbini, Tactus,

osculum, factum.

Il senso del tatto e il desiderio nella lirica trobadorica

, e

Valentina Atturo,

Il

Paradiso

dei sensi. Per una metaforologia sinestetica

in Dante

), oltre che ad aree culturali in cui l’affettività si incrocia stretta-

mente con ambiti ideologici più vasti che rimandano immediatamente,

come del resto la riflessione sui sensi, ad una lunga tradizione, non sol-

tanto lirica o letteraria (

speranza

,

lussuria

e consimili: si vedano ad

esempio i lavori di Valentina Piovani,

La “speranza”dei trovatori

, 2005 e

di Silvia Conte,

Amanti lussuriosi esemplari

, 2007).

Ultimo ma non ultimo: non credo sia esagerato affermare che un uso

sistematico dei database ora completati consentirà di riproporre in termi-

ni nuovi l’intera storia della lirica romanza, sia dal punto di vista semanti-

co e ideologico che formale, posta anche la ricchezza dei dati che

accompagnano le vere e proprie concordanze (schemi metrici, bibliogra-

fia, sviluppo cronologico delle singole forme, grafici, ecc.). Di particolare

importanza i rimari, ordinati anche per serie rimiche, data la fondamen-

tale funzione semantica svolta dalla posizione dei rimanti nel verso.

Il salto di qualità necessario era però legato, in una prospettiva di

lungo periodo, alla possibilità di coordinare le singole banche-dati in un

unico metamotore complessivo. Il progetto “Lirica Europea”, attualmente

in corso, coordinato dall’Università “Sapienza” di Roma, e di cui alla fine

anticiperemo un’applicazione esemplificativa, si è quindi proposto di

integrare e potenziare in un’unica banca-dati i diversi

corpora

della lirica

medievale (

Trobadors

per il provenzale, a cura di R. Distilo,

Trouveors

per l’antico francese, a cura di Paolo Canettieri,

Trobadores

per il galego-

portoghese, a cura di Mercedes Brea,

LirIO

(

Lirica italiana delle Origini

)

per l’antico Italiano, a cura di Lino Leonardi), realizzati dai gruppi di

ricerca delle Università di Roma, della Calabria (Cosenza), Siena e Istituto

CNR-Opera del Vocabolario Italiano), Santiago de Compostela, allo

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